Venchi – chocolate tasting experience

2 febbraio GRAZIE a Venchi @venchi1878 per questa esclusiva degustazione virtuale del “cibo degli dei” GRAZIE @fidenzavillage@thebicestervillage @ilenia_dellutri#chocolates #tastingexperience#fondente #latte #macha #nocciola#super #foodblogger #giftboxes🎁#sanvalentino ❤️#love #moodoflove

50 e non sentirli

Oggi compio 50 anni, un bel numero tondo, anche se mi sembra di essere nata solo ieri, ma i 50 anni sono davvero tanti, mezzo secolo di vita, di incontri e di scontri, di emozioni e di fatica, di viaggi, di lavoro e di svago, di semine e di raccolti, di gioie e di dolori, di traslochi, di sogni materializzati e smaterializzati. Questo importante passaggio di vita, è servito per farmi sentire un po’”più grande”, a partire dal rinnovo della patente, all’acquisto degli occhiali da lettura, all’acquisto delle creme antirughe (forse oramai troppo tardi), al ritocco più ravvicinato del colore dei capelli, a rinunciare ad un po’ di tubini strech, a preferire di giocare in doppio a tennis piuttosto che in singolo per faticare di meno, a fare più visite e controlli perché forse mi voglio più bene nonostante il corpo sia cambiato. Sono certe però alcune cose: non mi sentirò mai inutile pensando più a me stessa, non smetterò di sognare perché per realizzare dei desideri mantenuti nel cassetto ci sarà sempre tempo, non mi deprimerò all’idea di quello che non ho fatto, ma penserò in positivo ragionando sui successi e sulle soddisfazioni, non smetterò di indossare le scarpe col tacco, non smetterò di essere un po’ “bimba”, non smetterò di viaggiare appena si potrà, non smetterò di pensare che la destinazione di questo viaggio è ignota, per questo è molto importante che mi goda il tragitto e che sfrutti al meglio ogni giorno, non smetterò di amare chi amo, non smetterò di essere Donna per lui. Io, per tutti la Marty’s Party, avevo pensato per questi 50, una festa pazzesca ricca di sorprese, riunendo tutti gli amici e gli affetti più cari, facendoli divertire, sorridere, chiedendo come regalo un bacio, un abbraccio, un brindisi, dopo il passato tragico 2020. Ed invece per il bene mio e degli altri, l’ho solo rimandata con la promessa anche se con una ruga in più, di festeggiare, quando il mondo lo permetterà. La cosa più bella è quella di dimenticarmi dell’età e ricordarmi tutto ciò che è stato di bello fino ad oggi.E come diceva Victor Hugo “i 50 anni sono la giovinezza della vecchiaia”.Non pensavo nemmeno di ricevere dei regali eppure nonostante le zone rosse, le zone arancioni le mie amiche più care sono riuscite ad essere presenti con dei bellissimi regali e con dei biglietti davvero emozionanti. Grazie amore mio, grazie mamma, grazie ai miei nuovi affetti milanesi, grazie alle mie amiche, grazie alle mie colleghe, grazie a @sartoriadelgusto per la buonissima e sorprendente “fashion cake, grazie zia per la bellissima lettera, grazie a tutti voi che mi avete inviato dolcissimi auguri, grazie a te papà che ogni anno mi fai spegnere le candeline promettendomene altre 100. Grazie a me che amo la VITA. Happy Birthday to me, brindate con me.

Procida, Capitale della cultura 2022

È Procida la capitale italiana della cultura per il 2022. Nel 2014 l’ho amata moltissimo perché questa isola o si odia o si ama. È il contrario di Capri o Ischia perché silenziosa, nessuna vita mondana, autentica e anfiteatro di case colorate. L’hanno amata Moravia, la Morante riportandola nel romanzo “l’isola di Arturo”, e grazie al mare suggestivo è stata set per film come “Il Postino” e “Il talento di Mr. Ripley”. L’ho amata per l’ottima cucina dei piccoli ristoranti di pesce fresco a Marina Corricella…l’ho amata perché ho passeggiato per il centro storico Terrà Murata e per la spiaggia del Pozzo Vecchio il 29 settembre del 2014 con il mio papà, nell’ultimo nostro viaggio insieme prima che ci lasciasse. Non posso non pensare di tornarci prima o poi per ricordarmi i suoi occhi pieni di gioia nonostante la sofferenza dei tanti scalini perché si sentiva in pace. Ecco quest’isola regala Pace.

E co(s)toletta sia…

Dopo 4 anni che vivo a Milano, dopo averla assaggiata in tanti ristoranti, ho deciso di descrivervi come cucinare il secondo piatto “lombardo” più cucinato in città…la cotoletta milanese.

La prima cosa da sapere è la carne è una lombata di vitello con l’osso dello spessore di circa 1,5 cm. Per evitare che si arricci durante la cottura, prima di impanarla bisogna inciderla leggermente con un coltello appuntito. A me piace abbinarla alle patate fritte o con un contorno di pomodorini.

Una piccola cuoriosità:

La costoletta o cotoletta alla milanese si differenzia dalla Wiener Schnitzel perché si ricava dalla lombata e non dalla coscia come quella austriaca. Le prime, furono offerte dall’Abate della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, nel settembre del 1134.

Iniziamo con gli ingredienti per un’ottima cottura:

4 costolette di vitello con l’osso tagliate spesse

2 uova

150 gr burro (meglio se chiarificato)

sale q.b.

pane grattugiato

Procedimento:

Dopo aver inciso le cotolette, battete le uova con la frusta e immergete le costolette tenendo fuori solo l’osso. Passatele bene sul pangrattato premendo bene da entrambi i lati in modo che sia ben attaccato. Io preferisco la doppia impanatura 😉

Su una padella scaldate il burro e iniziate appena frigge, senza sovrapporle ad adagiare le costolette, cuocendole per 2/3 minuti per ogni lato finché non le vedrete dorate.

Su un piatto coperto da una una carta assorbente adagiate la carne, salate il tutto e servite con delle fettine di limone.

Natale 2020 a tavola…a casa

Sarà che una delle mie passioni è preparare e decorare le tavole, sarà che comprerei tante di quelle cose per la cosa come posate, piatti e bicchieri, sarà che anche mia mamma è a volte la regina delle tavole. L’apparecchiatura della tavola di Natale, la tavola delle Feste per me è sempre stato un rito, tramandato, curato, indiscutibile ed irrinunciabile. Ed ecco che i più bei bicchieri, sottopiatti, posate d’argento, candele, segnaposto prendono sempre lo stesso posto ricordando che ci sono cose che non cambiano mai, un segno che resta nel tempo, la cura dei momenti. Non importa quanti siate in questo anno particolare, triste, fatelo voi…ma eccovi qualche chicca per le vostre tavole natalizie, rosse, bianche, dorate, shabby chic, eleganti.

THANKSGIVING DAY

For all my American friends HAPPY THANKSGIVING DAY

Perché si mangia il tacchino ripieno?

In questo giorno il tacchino non manca mai sulle tavole imbandite americane proprio perché i Padri Fondatori portarono nel Nuovo continente l’animale sfruttandone gli allevamenti intensivi per avere sempre carne a disposizione. L’animale è divenuto così simbolo dei primi coloni e durante la giornata alla Casa Bianca viene celebrata anche la Grazia presidenziale, ovvero il salvataggio di 2 tacchino da macello a discrezione del Presidente stesso. Questo gesto fu inaugurato da Reagan sul finire degli anni 80. Viene servito arrostito tutto imburrato con un ripieno di verdure, carote, formaggio, crema di patate.

Toni e il panettone milanese

C’è a chi piace classico, ripieno o senza canditi. Scommetto che pochi di voi sanno da dove nasce questo dolce natalizio. Ebbene una leggenda o veerità, atrribuisce la sua nascita a Toni, uno sguattero della cucina di Ludovico il Moro nel XV secolo che per riparare al danno del capocuoco il quale aveva bruciato, addormentandosi sbadatamente, le ciambelle destinate al banchetto ducale, impastò con il suo panetto messo da parte per il suo Natale, un nuovo dolce lavorandolo con farina, burro, uova, zucchero, acqua, uvetta e canditi ottenendo così un dolce sofficissimo. Il dolce finì così sulla tavola del duca e tutti rimasero entusiasti, tanto da chiedere cosa fosse. La risposta del capocuoco fu: “El pan de’ Toni”…da qui il nome, panettone.

Con la speranza di avervi solleticato curiosità e appetito, vi auguro buona fetta.

ESPERIENZA DIVINA, INCANTO PER LA VISTA E IL PALATO

Se volete evadere in uno scenario incantevole esaltato dai colori del cielo e del mare sedetevi nella panchina dell’amore vista mare al Clandestino Susci Bar a Portonovo di Moreno Cedroni, stella Michelin. Attraversando la macchia mediterranea del Conero, si arriva in questa paradisiaca location, una palafitta dipinta di bianco e di azzurro, con le tovaglie candide, i bicchieri blu, le posate lunghe e affusolate e i camerieri chic con i loro maglioncini azzurri e pantaloni bianchi. E si inizia incuriositi con il menù degustazione Susci Divino…susci proprio così senza l’H. Per il 2020 tutti i piatti di pesce crudo e cotto sono presentati dai camerieri con riferimenti mitologici inziando con Dionisio il ghiacciolo di idromele, mirto, mastica, vermuth e chinotto, per continuare con Poseidone,e poi…. Una vera e propria esperienza divina con sottofondo il rumore delle onde del mare.Tanto amore in questo ristorante per me uno tra i più belli d’Italia.

Autunno, tempo di cantine

Autunno, tempo di perdersi nelle distese di vigneti e visitare le cantine. Lo scorso sabato ho scelto, in ottima compagnia, di visitare l’area collinare tra la città di Verona e il Lago di Garda, denominata Valpolicella, luogo dotato di un fascino d’altri tempi, dove enoteche e cantine dei vari comuni, offrono la possibilità di seguire itinerari di degustazione dei vini e dei prodotti gastronomici. La nostra scelta è stata di passare la giornata alla Cantina Corte Borghetti dove la bellissima e preparatissima padrona di casa Barbara, ci ha accolto con tutta la sua passione in questa stupenda e curata location a Prognol, vicino a Marano di Valpolicella. Abbiamo iniziato degustando nella sala elegante della Corte, i loro vini con abbondanti assaggi di salumi, formaggi e mostarde continuando poi il pranzo con un ottimo menù di risotto all’amarone, polentina con funghi e formaggio Vezzena,,” fogassa cotta sulla gradela” abbinata al cioccolato fondente. I vini sono stati abbainati ad ogni portata iniziando con una Garganega Frizzante, proseguendo con del Valpolicella Classico DOC, del Ripasso e dell’Amarone. Dopo pranzo è stata molto apprezzata la passeggiata tra i vigneti e la visita della piccola cantina dove in modo molto coinvolgente e appassionato ci sono stati spiegati i procedimenti di quanto abbiamo degustato a pranzo. Che dire il sorriso e la gentilezza di Barbara, ci ha coinvolto per tutta la giornata e non mi resta che suggerirvi di prenotare una vostra prossima visita in questa splendida Corte per un brindisi autunnale.